Regolamento comunale di Bellinzona Votazione del 21 gennaio 2018

9 buoni motivi per votare SI al Regolamento comunale

Il prossimo 21 gennaio i cittadini della nuova Città di Bellinzona saranno chiamati alle urne per decidere se dare definitivamente il via libera o meno al Regolamento della nuova Città. Il referendum che è stato lanciato contesta il punto inerente le indennità previste per il sindaco, il vice sindaco e i municipali.

 

Il Regolamento comunale (disponibile sul sito www.bellinzona.ch) può essere definito come la Costituzione del nuovo Comune, dalla cui entrata in vigore dipende l’avvio definitivo e la base della concretizzazione del progetto aggregativo, voluto e votato dal popolo. Significa permettere al nuovo Comune di partire definitivamente e avanzare con il giusto passo in direzione della progettualità, dello sviluppo urbano e dei servizi e degli investimenti che permettano a Bellinzona, l’undicesima Città in Svizzera, di guardare al futuro con fiducia. Significa anche dar seguito alla virtuosa visione aggregativa, raccogliendo al meglio le sfide future che faranno della Città un Comune innovativo e al passo con i tempi.

 

Ecco 9 buoni motivi per votare Si al nuovo Regolamento comunale:

-        Il regolamento è uno degli atti essenziali per garantire le basi al nuovo comune

Perché dopo anni di studio aggregativo, di celere elaborazione da parte dell’esecutivo dei necessari messaggi municipali e la loro approvazione in consiglio comunale ora bloccare tutto ?

Bloccare il regolamento significa bloccare di fatto il primo atto costituzionale parte di un pacchetto di cinque messaggi fondamentali che costituiscono la base formale dell’avviamento della Nuova Città. Ora è necessario cogliere le sfide future e mettere in atto investimenti e progettualità, nell’interesse della collettività.

-        Approvare il regolamento significa non lasciare in sospeso tutte le soluzioni studiate ad hoc per il funzionamento del nuovo comune

Perché creare una battaglia fine a se stessa su un singolo articolo e contemporaneamente bloccarne un altro centinaio che compongono il regolamento nel suo complesso ?

Il referendum sospende l’entrata i vigore dell’intero Regolamento comunale, comprensivo anche degli emendamenti proposti e approvati in Consiglio comunale. Ciò significa, ad esempio, bloccare tutta una serie di misure atte a garantire un buon funzionamento del nuovo comune in relazione al ruolo che gli ex comuni, ora quartieri, hanno nello stesso. Infatti comporterebbe, ad esempio, un ostacolo all’ entrata in funzione delle Commissioni di quartiere e/o delle Assemblee di quartiere, tanto attese dalla popolazione oppure la definitiva creazione dell’Ufficio si quartiere.

 

-        Sistema che funziona bene in tutti i Comuni del Canton Ticino.
Perché cambiare sistema per indennizzare i Municipali? Perché quello che è andato bene fino ad ora e continua ad andare bene in tutti gli altri Comuni del Canton Ticino (compreso Lugano) a Bellinzona non dovrebbe più andar bene?
A nostro parere il sistema attuale è un sistema consolidato e che funziona bene da decenni in tutti i Comuni del Canton Ticino.  I sistemi alternativi proposti da Lega/MPS/UDC creano ulteriore burocrazia con i relativi costi.
 

-        Parità di trattamento all’interno del Municipio.
Perché a parità di impegno, personale e di tempo, ci deve essere una indennità diversa fra i singoli Municipali?
Applicare altri sistemi dipendenti dal reddito precedentemente professionalmente percepito, significa di fatto trattare diversamente i singoli Municipali, i quali sono sensati fornire la stessa prestazione, in particolare per quanto attiene il tempo dedicato all’attività in Municipio.
 

-        Una indennità commisurata all’onere lavorativo e alle responsabilità.
Se ci si guarda attorno, chi è che fa parte della direzione di un’azienda con 1'500 collaboratori e una cifra d’affari di 300 milioni di franchi che guadagna meno di
CHF 140'000.- all’anno?

Non c’è bisogno di andare nel settore privato, per rendersi conto che quanto proposto dall’esecutivo della Città non è esagerato, a maggior ragione se si considera l’onere lavorativo e le responsabilità legate all’esercizio della carica di Municipale in una Città di 42'000 abitanti.
 

-        Una regolamentazione per i Municipali di oggi e di domani,  indipendentemente dalla loro situazione personale.
E’ accettabile fare una regolamentazione sulle indennità per i Municipali basandosi esclusivamente sulla base della composizione attuale dell’esecutivo?
Noi vogliamo che chiunque abbia le capacità e la voglia di concorrere per la carica di Municipale lo possa fare senza problemi basandosi su una regolamentazione semplice, chiara e certa in materia di indennità che rispetti appieno la parità di trattamento fra i membri dell’esecutivo.
 

-        Nessun aumento delle indennità per i Municipali.
E’ pensabile creare una nuova realtà comunale di 42'000 abitanti, l’11esima Città in Svizzera, senza adeguare le indennità dei Municipali agli aumentati oneri e responsabilità?
Se facciamo un paragone con altre Città svizzere delle dimensioni di Bellinzona, ci rendiamo conto di come quanto previsto nel nuovo regolamento comunale a livello di indennità si situi ben al di sotto della media. E per di più nel resto della Svizzera spesso vige la professionalizzazione dell’attività municipale, cosa che garantisce ai Municipali anche le coperture previdenziali non previste a Bellinzona.

 

-        La politica nella nuova Città non è più costosa rispetto alla precedente situazione con 13 Comuni.
Non è un bel segnale, tra l’altro già ipotizzato nell’ambito dello studio aggregativo, per le cittadine e i cittadini di Bellinzona?
Di fatto con la nuova regolamentazione proposta il costo pro-capite per le indennità dei Municipali non supera quello della situazione precedente. Si tratta di un primo importante passo in direzione di un progressivo contenimento dei costi della politica.

 

-        La politica deve essere fatta dall’esecutivo, non dai funzionari.
Vogliamo politici che sappiano guidare i funzionari e non esserne succubi?
Spesso ci si lamenta del fatto che a comandare nell’istituzioni pubbliche siano più i funzionari che non i politici eletti. E’ quindi importante che gli eletti, in particolare negli esecutivi, siano messi nelle condizioni di poter investire il tempo necessario per guidare l’amministrazione.
 

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