Il territorio della nuova Bellinzona


La gestione di una città richiede attenzione sull’aspetto territoriale e sull’economia. Da qualche decennio questo approccio è definito nel concetto di sviluppo sostenibile. La nuova Bellinzona ha  bisogno di concretezza, cioè di priorità e questa è la vera politica che ci si aspetta dai nostri futuri dirigenti. In termini ancor più chiari fissare priorità significa capire cosa va fatto prima, cosa va fatto dopo e cosa non va fatto.

Nel campo della pianificazione territoriale smettiamo di parlare di piani generali, masterplan e concetti. La nostra Città si è sviluppata negli ultimi cinquant’anni in modo poco funzionale. In alcuni casi ciò ha comunque portato dei vantaggi, come il fatto di essere collegati direttamente con il resto del Cantone ed oltre (pensate al Locarnese) o al Viale della Stazione che senza ombra di dubbio, specie se pensiamo alla sua prosecuzione sud verso Giubiasco (vero asse di forza urbano, pur se da strutturare) e a nord (grande incompiuta), è il centro della nostra nuova città.

Negli ultimi dieci anni i Comuni hanno elaborato due Programmi di agglomerato (il primo è ora in piena fase di concretizzazione) che pur, se finalizzati alla mobilità, hanno dato chiare indicazioni territoriali. Fino ad oggi i Piani regolatori hanno cercato di coordinarsi ma le inevitabili barriere comunali, dove ognuno ha la sua sensibilità e le sue aspettative, ha reso quasi vano ogni tentativo di effettiva coordinazione. Vi sono già esempi interessanti di “vocazioni territoriali”, ma sempre limitati a singoli “pezzi di città”. Basti pensare al centro storico di Bellinzona, ai castelli UNESCO, ai quartieri del XIX secolo e a singoli comparti di nuova città.

Da aprile si dovrà però cambiare marcia ed iniziare con una pianificazione ragionata dell’intero territorio, dove vi sono alcuni temi che vanno affrontati. Uno è il rapporto tra lo sviluppo urbano ed il fiume Ticino, perché l'area fluviale non va subita, ma va gestita: a sud l’indirizzo è chiaro e va nella direzione giusta. A nord sta partendo il progetto del parco fluviale da Moleno fino a Gorduno. Al centro: abbiamo elementi di città che dalla chiusura dell’aeroporto (chi lo ricorda ?) negli anni cinquanta è stato occupato da singoli usi, dapprima la caserma, poi la piscina ai quali sono seguite infrastrutture che semplicemente hanno occupato il vuoto. Anche il dibattito sul progetto di nuovo stadio in Via Tatti non ha fatto partire il tema generale. Il naturale sviluppo di questo tema va allargata alla gestione degli spazi pubblici, finora oggetto di singoli, pure se qualificati, interventi. Pensiamo alla zona dell'attuale stadio che sarà liberata, grazie all'acquedotto regionale nella campagna di Gorduno, come zona da qualifica come centro amministrativo pubblico e privato con integrato un nuovo stadio.

In conclusione con la definizione del nuovo piano regolatore della città (tre anni se si vuole sono sufficienti) si ha l'opportunità di essere i decisori del nostro destino territoriale e consolidare un tassello della “città-Ticino” promossa dal Cantone. Bisogna partire subito con urbanisti qualificati, dare uno sguardo a cosa hanno fatto le altre città svizzere, dove c'è molto da imparare, e sviluppare gli indirizzi del programma di agglomerato del Bellinzonese.


Pedrioli Davide
Candidato per il Consiglio comunale
 

PPD

PPD Ticino, 5 Viale Portone, Bellinzona, TI, 6500, Switzerland